Non ancora babeliano?
Sentendosi solo come una generazione di transizione, i giovani serbi non s’interessano alla politica. Eppure nei bar e nei ristoranti, le discussioni sono animate. Principale argomento di scontento: il Kosovo. Il terzo appuntamento del nostro viaggio sulla via serba.
Radovan Karadžić, uno dei maggiori criminali di guerra dell’ex-Jugoslavia è stato arrestato il 21 luglio. L’uomo, responsabile dell’Assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica, insieme al generale Ratko Mladić, fa discutere sul ruolo del Tribunale dell’Aja e sulla posizione della Serbia in Europa.
Il voto irlandese contro il Trattato di Lisbona cambia i programmi sugli ulteriori allargamenti dell’Unione Europea: «Senza il Trattato, nessun allargamento», dicono Merkel e Sarkozy. Il caso della Croazia.
Dopo la firma dell’Accordo di Associazione e Stabilizzazione, come si collocherà la Serbia dopo le elezioni anticipate dell’11 maggio? La rinuncia al Kosovo l’avvicina all’Europa?
Sui babelblog si parla di Olimpiadi, di Balcani e della Fiera del libro di Parigi. Un pot-pourri europeo.
Russia, Cina, Turchia e Usa la chiamano “Macedonia”. L’Ue e la Grecia “ex-Repubblica di Macedonia”. A Skopje non mancano i motivi di conflitto, soprattutto interni. L’adesione alla Nato è una soluzione?
Incontro con Migjen Kelmendi, direttore di Java, settimanale di Pristina che pubblica in ghego, dialetto albanese. Quale nazionalità per il Kosovo?
La testimonianza di un giovane irlandese, volontario europeo, dall'enclave serba di Graanica, cittadina del Kosovo. Dove i giovani sognano una vita normale.
Dopo la dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008 cosa succede nell'ex-provincia serba? Giovani europei, volontari, militari o diplomatici, raccontano.
Lo scrittore russo, reduce dai due conflitti in Cecenia, lavora oggi alla Novaya Gazeta, giornale di opposizione dove lavorava Anna Politkovskaya, uccisa un anno fa. Un sopravvissuto alla follia della guerra che si scaglia contro Putin e la Russia.