Non ancora babeliano?
Più della metà della popolazione mondiale vive in città e il congestionamento urbano in Europa è responsabile del 40% delle emissioni di Co2. Un panorama, tra Est e Ovest.
L'Europa dell'Est lancia una guerra al passato distruggendo, o trasformando, i simboli del vecchio potere. Da Berlino a Bucarest, da Vilnius a Varsavia.
Corsi fantasma in Italia, toilette gelide in Francia, tutti giù per terra in Germania, bustarelle in Lituania. Un giro tra gli atenei dell'Ue.
Il paesaggio di Vilnius è punteggiato dai numerosi edifici di culto. Un aspetto che rievoca le numerose religioni che hanno coesistito insieme per centinaia di anni.
Dal 1990, anno della sua indipendenza, la più meridionale delle Repubbliche baltiche cerca di farsi strada. Ma ancora oggi, Vilnius è come una bambina di cui tutti hanno abusato.
Ogni volta che Vilnius è passata da un dominio all'altro, il suo sistema educativo è stato puntualmente riformato. E quello attuale è recente quanto l’indipendenza del Paese.
L’artista 40 enne lituano ha speso metà della sua vita a combattere la privatizzazione per far vedere all’occidente il volto positivo del comunismo.
La Urbonaviciüté, 33enne stilista non convenzionale, ha un obiettivo: conquistare l’Occidente... restando in Lituania.
Nell’antichità le lingue slave traevano la loro origine da un’unica koiné: l’antico slavo. Tuttavia, già dal XII secolo cominciarono a differenziarsi l’una dall’altra; una di esse visse un periodo di massimo splendore durante il XVII secolo: il Polacco.
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