Regime e dieta: ma che fame!
Illustrazione di Henning Studte
L’estate e la prova bikini. Ma quando si ha fame è dura resistere… E la troppa resistenza è pericolosa. In Francia una legge punisce l’incitazione all’anoressia.
Dieta in tedesco è una parola povera. Ricca, invece, la parola francese “regime”. Se la prima rimanda a un’assemblea, la seconda ci riporta ad una forma di regime abbastanza “stretta”.
Ora che si avvicina l’estate, la “prova bikini” ci impone tabelle caloriche e volontà di ferro. Bisogna resistere, come dicono anche i Polacchi, alla “fame nera” (“ostry glód”).
Per descrivere questo vuoto interiore in Europa si scomodano gli animali. Può essere il lupo, come in Polonia (“welczy glód”), in Francia (“faim de loup”) e Italia (“fame da lupi”), o l’orso, come in Germania (“Bärenhunger”). Meno fini gli italiani che capita abbiano “una fame da porco”.
In Spagna, sempre di cane si tratta, ma di cane di cieco: “más hambre que el perro de un ciego”, oppure si “sviene dalla fame” ("desmayar"), come capita del resto anche nel Bel Paese,.
A volte si ha così fame che la notte si è costretti ad alzarsi per andare al frigorifero. Questi attacchi improvvisi, “la fringale” francese (malattia dei cavalli), l’ “avidez“ (brama) spagnola o la “munchies" inglese (la nostra “fame chimica”), sono i peggiori a cui resistere.
Ma non sempre la resistenza è da lodare. In Francia, ad esempio, nell’aprile scorso è stata approvata una legge, promossa dall’Ump (il partito di Sarkozy, ndr) che punisce “l’incitazione all’anoressia“, rivolta soprattutto ai siti Internet che incoraggiano il culto della magrezza.

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