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Lavorare di più? Anche sessantacinque ore a settimana

Lavorare di più? (Foto: saad.Akhtar/flickr)

Lavorare di più? (Foto: saad.Akhtar/flickr)

Mentre l'Europa discute del "no" al Trattato di Lisbona, i ventisette hanno approvato, a maggioranza qualificata, una direttiva che permette l’aumento delle ore lavorative settimanali. Questo e altro nell’appuntamento settimanale con le ultime notizie da Bruxelles.

ATTUALITA'

di Stella Willborn. Traduzione Francesca Barca

Leggere l'articolo in:

13/06/08

Tags : lavoro, EUweek, News, ambiente, democrazia europea, Referendum.

Se l’Irlanda dice «no»

L'Europa non è poi cosi accattivante. (Foto: nonfictionfr/Flickr)L'Europa non è poi cosi accattivante. (Foto: nonfictionfr/Flickr)Meno della metà dei cittadini irlandesi hanno votato per il referendum sulla ratifica del Trattato di Lisbona. In altre parole: un milione e mezzo di cittadini hanno deciso sul futuro di cinquecento milioni. Questa è democrazia? Il «no» ha vinto con il 53, 43% dei voti, e il Governo si prepara al peggio. Il Trattato di Lisbona è già stato ratificato in diciotto Paesi e ora si discute sul da farsi con questo “contrattempo”. La lotta continua o il Trattato è morto?

L’Ue aumenta le ore di lavoro

Dopo più di dieci anni di discussioni e nessun cambiamento, i ministri del lavoro dell’Ue si sono messi d’accordo per una riforma che prenda in considerazione un aumento delle ore lavorative settimanali. L’Inghilterra è riuscita a raggiungere il massimo: è stato stabilito che in casi speciali si può arrivare a 65 ore settimanali. La direttiva, che ora deve passare l’esame del Parlamento, prevede la possibilità di arrivare a 48 ore, ma anche a 60 o 65 se il lavoratore è d’accordo o se c’è un accordo di categoria. Spagna, Grecia e Belgio si oppongono. I sindacati, nonostante le proteste, sono soddisfatti perché i lavoratori precari, grazie a questa direttiva, possono beneficiare degli stessi diritti dei loro colleghi “fissi” sotto molti punti di vista. In ogni caso, molti deputati sono contrari, e il dibattito continua.

Germania e Francia contro l’inquinamento. Si o no?

Tubo di scappamento. (Foto: diladaly/Flickr)Tubo di scappamento. (Foto: diladaly/Flickr)Il Presidente francese Nicolas Sarkozy e la sua collega tedesca Angela Merkel, hanno annunciato di sostenere gli attuali standard europei sulla riduzione delle polveri sottili. Gli obiettivi Ue sarebbero di passare dagli attuali 160g/Km a 120g/km entro il 2012. La Cancelliera tedesca si è vista però cadere addosso le critiche degli ecologisti, Greenpeace in testa, che sostengono che ha ceduto alle pressioni dell’industria automobilistica tedesca.

Il petrolio infiamma l’Europa

(Foto: sakinakai)(Foto: sakinakai)L’aumento del prezzo del petrolio genera il panico, e la Commissione europea cerca di fare da paciere. Le manifestazioni degli agricoltori della settimana scorsa in tutta Europa, insieme a quelle di pescatori e camionisti, hanno trasformato la riunione di Ecofin (Consiglio Economia e Finanza, cioè la riunione dei ministri delle finanze dei Paesi Ue, ndr) in uno scenario di lotta. La Commissione europea ha annunciato piani per ridurre le imposte e incentivi per aiutare i settori in difficoltà, sia a medio che a lungo termine. Nell’immediato i Paesi Ue possono intervenire per aiutare i lavoratori più colpiti, ma con misure che non intralcino il mercato sul lungo periodo. Il ministro delle Politiche Agricole, Zaia, e quello delle infrastrutture, Matteoli, sostengono che il problema, da finanziario e sociale, «può diventare di ordine pubblico».

di Stella Willborn. Traduzione Francesca Barca

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