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Shakespeare in love

Illustrazione Henning Studte

Illustrazione Henning Studte


E dopo il calcio, l'altro sport più amato al mondo.

di Martin Schneider, Berlin. Traduzione Michela Zanotti

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04/06/08

Tags : lingue, Gabriel Garcia Marquez, William Shakespeare, Europa, Torre di Babele.

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La nostra rubrica tratterà oggi un tema che, a detta di molti maschietti, risulta persino più interessante del calcio: il sesso. “L’attività più bella del mondo” - come viene definito scherzosamente - è indicata anche con altre espressioni meno eufemistiche, che tuttavia non passeremo in rassegna.

Abbiamo deciso infatti di concentrarci sulle espressioni coniate da alcuni dei più celebri scrittori e poeti. Come il colombiano Gabriel Garcia Márquez, che fa appello a un'orgogliosa virilità. Nel suo romanzo L’amore ai tempi del colera lo scrittore, nel descrivere Florentino Ariza finalmente nudo di fronte alla sua amata Daza, esordisce con: “Le presentò il suo fucile”. Ma c'è chi preferisce rifugiarsi nel misticismo. Lo scrittore tedesco Hermann Hesse ricorse all’espressione “bevvero al calice”, che suggella una singolare associazione tra l’atto sessuale e il cristianesimo

Il primato dei doppi sensi osceni va però a William Shakespeare. Non c’è bisogno di ricorrere a Freud per poter affermare che il grande drammaturgo inglese è stato uno dei più grandi maliziosi della storia della letteratura. Ecco cosa dice Mercuzio in un passo di Romeo e Giulietta:

Now will he sit under a medlar tree

And wish his mistress were that kind of fruit

As maids call medlars when they laugh alone.

O Romeo, that she were, O that she were

An open-arse and thou a poperin pear!

Questi versi, apparentemente innocenti, paragonano Rosalinda (la ragazza di cui Romeo è inizialmente innamorato) a una nespola e il giovane Montecchi a una varietà di pera tipica della città fiamminga Poperinghe. È interessante sapere che il termine medlar ha il suono simile a meddler, che a quel tempo significava “scopatore” o “puttaniere”. E la nespola simboleggia, per via della sua forma, l’organo femminile. Stesso discorso vale per la pera: agli spettatori elisabettiani quella di Poperinghe non poteva che richiamare alla mente l'organo genitale maschile in erezione. Ma c’è di più: pop her in doveva suonare all’incirca come “mettiglielo dentro“.

Lasciamo ai nostri lettori il piacere di cimentarsi nella traduzione letterale di questi celebri versi!

di Martin Schneider, Berlin. Traduzione Michela Zanotti

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