cafebabel.com - the European magazine

Welcome

Identify yourself

Forgot your password?

Not a babelian yet?

Sign up

Babelforums > Society > Religion and democracy?

Gli europei hanno voglia di parlare di religione?

This discussion is also running in : English [8], Spanish [2], Catalan , German [1], French [6], Polish [2], you are reading it in: Italian [14].

Monica
  • Posts: 7

Posted: 2007-07-20 14:55

Da qualche mese cafebabel.com ha lanciato un forum intitolato "Religione e Democrazia". I pochi contributi ricevuti ci fanno sospettare che i giovani europei si interessano poco al tema. È il caso vostro?
Adriano
  • Posts: 135

Posted: 2007-07-20 19:08

Dipende da come se ne parla. Il fatto è che su cafebabel.com cerchiamo di mantenere un certo livello di discussione e spesso il dibattito, soprattutto nostrano, si riduce a invettive contro il burqa, razzismo anti-islamico e via dicendo. Non che l'Islam radicale non sia un problema ma spesso su queste questioni si rasenta la volgarità. Almeno nel nostro paese.
apsasa
  • Posts: 7

Posted: 2007-10-02 21:57

Per quel che sono e per quel che sono state e per le vere motivazioni per cui sono state inventate, meno si parla di qualsiasi religione e meglio è.
Adriano
  • Posts: 135

Posted: 2007-10-03 09:05

E perché mai? Fino a prova contraria le religioni sono da millenni iscritte nel DNA dei nostri paesi, nel bene e nel male. Non parlarne vuol dire farne un tabù, scadere in atteggiamenti tribali forse sbandierati in nome della tolleranza.
apsasa
  • Posts: 7

Posted: 2007-10-04 09:14

Forse non ci siamo capiti. Non discuto su cosa abbia la gente nel proprio DNA, specie se considerati come massa. Ma quando dico che meno se ne parla e meglio è, c'è proprio poco da pensare di farne un tabù. Come se potessimo sperare di far diventare un tabù, non parlandone, l'ultima fregatura presa. A casa mia, quest'azione, si chiama: stendere un velo molto, ma molto pietoso! Se poi la gente, da millenni, trova piacevole farsi prendere per i fondelli da favolette mal costruite e basate su frodi e truffe smaccate, per quel che mi riguarda, sono fatti loro! Ognuno è libero di autodistruggersi come gli pare, facendo anche il giullare di corte. Però, un minimo di ritegno dovrebbe esserci. Così come mi aspetterei persino un minimo, anche microscopico, barlume d'intelligenza.
E, invece? Macché, niente da fare! Si fanno fregare a più non possono e ne vogliono persino parlare, sbandierando, in masochistici raduni, il loro orgoglio di fottuti senza misericordia, indistintamente dalla marca e tipo di religione usata. Per cui, meno se ne parla, e meglio sarebbe per il fottuto!

cdecapit
  • Posts: 4

Posted: 2007-10-11 18:10

Personalmente penso che religione e democrazia non siano compatibili.
Perche? Perche malgrado alcuni insegnamenti (dei piu importanti, questo va detto - come il rispetto altrui, l amore per gli altri..) derivino proprio da numerose religioni queste sono essenzialmente intertepretative, vaghe... E quando non si sa come rispondere alle domande che non sono state risposte piu di 2000 anni fa si improvizza, spesso con nessun dato utile dietro alla propria decisione concludendo in modo erroneo e spezzo spregiudizioso verso altri membri della comunita (donne, omosessuali, intoccabili... ce ne sono per tutti!).

Io sono dell opinione che il diritto alla religione, nonostante essendo uno dei pilastri delle basi della democrazia e dei nostri diritti fondamentali va messo nel cassetto sotto questi ultimi, perche diventato anacronico e essenzialmente nocivo per qualsiasi comunita se interpretato in maniera erronea (e in fondo non credo che esista persona capace di interpretare una religione in modo da non pestare i piedi di qualcun altro), pure gli atei comunisti agirono in modo ben grazioso in russia, dunque la religione resta e DEVE RESTARE nel settore privato, e controllata ovviamente.
Sono stata a una riunione della commissione libe contro la disciminazione e sono rimasta stupefatta : le istituzioni hanno paura di toccare i gradini dove le religioni dominanti avrebbero da ridire e quello che e successo in polonia poco fa relativamente alla pena di morte non e accettabile.
Io stessa ho una certa fede e certe speranze e a volte faccio uno sforzo bestiale nel separare le mie idee personali con quelle che sarebbero giuste per la nostra comunita europea... ma lo faccio!
Si pone poi una domanda apparentemente piu semplice "i simboli religiosi", sfera pubblica o privata? Li devo ammettere non avere un idea precisa del come agire, ancora una volta personalmente non porto simboli della mia religione e ho una piu forte tendenza a credere che sarebbe meglio se nessuno lo facesse.

L esempio piu criticato vicino a casa mia (in francia) e quello del velo che da un lato e considerato come un chiaro segno di sottomissione ma da un altro (visto da una ragazza come me che vive nel 21esimo secolo) e una via di liberta, poter procedere anonimi ovunque si vada, senza dover subire le critiche dei "pezzi di merda" (vi sto dando il nome scientifico ahah) che giudicano le competenza di una donna per il suo aspetto fisico, la sua apparenza. Il fenomeno e anche presente per gli uomini, certo, ma in maniera molto meno aperta e meno spesso. Dunque non considero il porto del velo giusto o equalitario nel dibattito uomo/donna ma in una societa dove mi faccio toccare il culo ogni volta che salgo sulla metro, sento commenti constantemente sul mio fisico e mi faccio accettare come promo girl solo perche faccio una terza "capisco" le ragione di quelle per le quali il velo e una forma di liberta.
Il giorno dove i progetti d'europa contro la discriminazione in pratica daranno risultati migliori credo che i simboli delle religioni non avranno piu ragione di essere, che sia una piccola croce o un burka, per il momento penso che l europa non sia ancora pronta a questo

cdecapit
  • Posts: 4

Posted: 2007-10-11 18:22

"E perché mai? Fino a prova contraria le religioni sono da millenni iscritte nel DNA dei nostri paesi, nel bene e nel male. Non parlarne vuol dire farne un tabù, scadere in atteggiamenti tribali forse sbandierati in nome della tolleranza"
Sara perche sono nata fra incroci di paesi e culture molto diverse, ma, ancora una volta mi ripeto, quello che e nocivo perche non limitativo va perlomeno limitato. La religione non e uno dei miei argomenti preferiti e effettivamente preferisco non parlarne, non perche sia tabu, ma perche poche sono le persone pronte a rimettere in questione il loro credo e come ho fatto l esempio per l ateismo prima pure l assenza totale di religione e nociva.
All ultima vivace discussione nella mia universita alla fine del dibattito un tipo e venuto a chiedermi, dopo tali propositi di che religione sono. Gli ho risposto che credo in tante cose, ma che il mio vero credo incambiabile sono i diritti fondamentali perche sono per il bene di tutti e perche seguono certi limiti, il tutto difendendo alcune minoranze du cui tutti sembrano dimenticare.
Siamo in'un epoca un po strana dove l estremismo sta alla porta accanto, io penso che ci sia in fondo un bel messaggio nel credere in qualcuno di buono che abbia creato tutto e certi suoi insegnamenti, ma, ancora una volta, quello che c e d importante da sapere essendo gia trascritto nei nostri diritti possiamo credere in quello che vogliamo ma agire unicamente nel rispetto altrui.

Per quanto riguarda tutto quello che e cultura, tradizioni, dna e tutto cio che mi sembra vago e nefasto contrastato alle religioni. Certo ci sono molti aspetti positivi alle tradizioni ma spesso, nel cercando loro stesse una corretta interpretazione del proprio credo cadono o nell utopico o nell errore.
Dunque difendere un principio perche "esiste da sembre" non e una ragione...ragionevole :D.

Daro l esempio del folklore della mia universita nella quale da 50 anni si pratica il "battesimo" (in pratica ci si fa comandare da 15-20 altri alunni "battezzati" di fare porcate bestiali e di sottomettersi per 30 giorni ai loro voleri) e questo per uno spirito di "solidarieta" (il paradosso al suo culmine) e di "liberta di scelta".
nickriddle
  • Posts: 4

Posted: 2007-10-13 17:22

La democrazia richiede la possibilità che si possa discutere di tutto e su tutto e che tutto sia falsificabile (in senso popperiano). Ora, ogni religione ha come punti irrinunciabili: un certo numero di dogmi assoluti, una dichiarazione di "fede" (mentre servirebbe "scetticismo a priori"), una gerarchia indiscutibile (senza scomodare i taleban, si pensi al decreto d'infallibilità del papa cattolico). Ora, tutto questo, cosa c'entra con la demos-crazia? A mio avviso ben poco e spero tanto che, in futuro, la religione sia sempre più un fatto intimo e privato (come il sesso), il più possibile variegata e magari politeista o animista (così, almeno, si salvaguarderà il pianeta) e che, qualunque essa sia, abbia un precetto fondante nel rispetto della persona e del genere sessuale.
tengere
  • Posts: 9

Posted: 2007-10-16 19:37

A me piace parlare della religione. E vero che vengo da un paese dove da 400 ani è stata dichiarata la toleranza religiosa e che nessuno può essere obligato a credere in ciò che non vuole. C'erano 7 religioni là, allora.

mbotta
  • Posts: 14

Posted: 2007-10-17 11:26

la religione e la politica sono due soggetti altamente fiammabili, anche se con scopi diversi: considero la religione pratica privata e individuale, mentre la politica la vedo piuttosto come un fenomeno sociale, con un impatto praticamente su tutti.
questo per dire che mi pare quasi pericoloso parlare delle due nello stesso foro. non dico debba essere tabu' parlare di religione, ma abbiamo un po' di senso storico e non mescoliamo le due; non vogliamo mica che una pratica individuale ridiventi uno strumento di organizzazione statale?
io la mia religione, la mia fede me la pratico come pare a me - e accetto che lo stesso faccia chiunque altro, sia musulmano, cristiano, panteista o checche' sia. discuterne e' bellissimo e puo' servire da ispirazione, ma non mescoliamoci la politica.
mbotta p.s. come si fa a separare i paragrafi con una linea vuota?
page 1 | 2

You must be logged in to post in the forum. Please login or sign up. Click here if you forgot your password

Sign up and join the community of Babelians!

Create your own profile, set your language preferences and join the european debate on cafebabel.com