Eurobarometro: «Felici? Sì, ma non troppo»
Due volte l'anno i cittadini d'Europa vengono intervistati, per sondare il loro umore (Foto: Sergio.m.mahugo/Flickr)
Regolarmente, da trentacinque anni, gli umori dei cittadini Ue sono indagati. Euroscontenti o eurofili?
L’Eurobarometro in numeri.
Adesione
I cittadini dei ventisette Stati membri e i tre candidati all’ingresso (Croazia, Macedonia e Turchia), approvano, al 58%, l’appartenenza, o la futura adesione, del loro Paese all’Ue.
Entusiasta primo della classifica (82%) è il piccolo stato del Lussemburgo, seguito dai Paesi Bassi (79%), che pure si erano mostrati euroscettici in occasione del fallito referendum del 2005 per la Costituzione europea. Il terzo posto è occupato da due Stati piccoli, Belgio e Irlanda (74%).
Un brutto segnale proviene, invece, da Inghilterra, Austria e Finlandia: in questi Stati, con una variante dal 70 all’80% della popolazione è contraria all’adesione all’Ue.
Ma l’Europa conviene?
Stesso risultato se si domanda se il proprio Paese abbia o meno tratto profitto dall’Ue: il 58% della popolazione da una risposta positiva. In riferimento al per l’approvazione del Trattato di Lisbona che si terrà a giugno è buon segno che l’Irlanda abbia fiducia nell’Ue (87%), e pensi di guadagnare con l’entrata.
Il secondo e terzo posto vanno a Polonia (83%) e Lituania (81%). L’Inghilterra ancora fanalino di coda: solo il 37% dei britannici pensa che l’appartenenza all’Ue sia stata utile al proprio Paese. Fra gli ultimi anche Cipro (37%) e Ungheria (42%).
Traduzione Claudio Orfeo
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