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Giulietto Chiesa e la Georgia: «Europa imprudente»

(Foto: Wikipedia)

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Intervista al giornalista e deputato europeo sul conflitto nel Caucaso. Le responsabilità dell’Ue, la reazione “dovuta” della Russia e il trattamento mediatico “vergognoso”.

INTERVIEW

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20/08/08

Tags : Union européenne, L'UE dans le monde, EUdebate2009, Interview, Elections européennes 2009, Géorgie, Monde, guerre.

Il 12 agosto la Russia ha affermato di aver cessato le operazioni militari nel Caucaso, accettando l'accordo di pace proposto dall'Unione europea per il tramite del Presidente francese Nicolas Sarkozy. AbbiamoChiesa durante una manifestazione a Roma nel 2007Chiesa durante una manifestazione a Roma nel 2007 | (Foto: Wikipedia) rivolto per l’occasione alcune domande a Giulietto Chiesa, giornalista, saggista e deputato europeo, che è stato a Tzkhinvali, capitale dell'Ossezia del Sud, la scorsa primavera. La vita di Giulietto Chiesa è segnata dalla storia recente della Russia e di quelle che, un tempo, erano le Repubbliche Sovietiche. Dopo aver ricoperto incarichi dirigenziali nel Pci (Partito comunista italiano, scioltosi nel 1991, ndr) durante gli anni Settanta, ha lavorato come corrispondente da Mosca per i quotidiani l'Unità e La Stampa e scritto numerosi libri sulla transizione all'era post-sovietica, rimanendo in Russia fino al 2000. Nel 2004 è stato eletto deputato al Parlamento europeo, prima nel gruppo dei Liberali e Democratici, poi nel Pse. Attualmente continua a collaborare con giornali e riviste italiani, europei, russi e americani.

Quali erano gli orientamenti politici prevalenti tra gli osseti, prima della guerra?

«Durante il mio recente viaggio in Ossezia del Sud, ho parlato in russo con decine e decine di persone, giovani e anziane, e posso assicurarle che non ne ho trovata una che desiderasse tornare sotto la Georgia. Il motivo è semplice: in ogni famiglia si conta almeno un morto nella guerra combattuta nel 1992 contro i georgiani. Nel 1991, infatti, contemporaneamente alla dichiarazione di indipendenza della Georgia da Mosca, l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia si erano a loro volta dichiarate indipendenti, cosa che scatenò la guerra di allora. Inoltre, la Georgia ha dimostrato, con la sua ultima brutale aggressione, di non considerare gli osseti come suoi cittadini. Ha messo in opera una vera pulizia etnica e ha voluto la fuga, che è stata massiccia, degli osseti dal loro Paese».

Come giudica la reazione della Russia all'aggressione della Georgia?

«La Russia ha fatto con assoluta precisione quello che non poteva non fare. La Georgia lasciava alla Russia due alternative: o ritirarsi, dopo aver avuto dei morti nei suoi contingenti, che sono in Ossezia, ricordiamolo, legalmente, in base agli accordi di Dagomys del 1992, autorizzati quindi anche dalla Georgia. Ritirarsi avrebbe inoltre significato lasciare senza protezione la popolazione osseta, circa 100.000 persone che hanno, in maggioranza, passaporto russo. Oppure respingere le truppe di invasione georgiane dal territorio della Repubblica autonoma dell'Ossezia del Sud, che è ciò che è stato fatto».

Quale è il ruolo dell'Unione europea nella crisi del Caucaso?

«L'incontro di Nicolas Sarkozy con il Presidente russo Medvedev e la proposta europea di accordo di pace mi è sembrata un'iniziativa giusta e utile, arrivata con un po' di ritardo, per cercare di tornare alla normalità. Ritengo però che l'Europa abbia avuto delle responsabilità nello scoppio della guerra: sostenendo incondizionatamente il Presidente Saakashvili e le sue rivendicazioni su Ossezia del Sud e Abkhazia gli ha, di fatto, fornito un alibi. Non si dichiara una guerra per caso, e se Saakashvili lo ha fatto è perché si è ritenuto coperto dagli Stati Uniti, innanzi tutto, ma anche dall'Unione europea, della quale aspira a far parte in un futuro non troppo lontano. Non deve stupire se, quando annunciò in televisione che le sue truppe avrebbero aggredito l'Ossezia del Sud, Saakashvili si fece riprendere con la bandiera dell'Unione europea. Cosa ci faceva quella bandiera dietro le spalle del Presidente della Georgia, Paese che non fa parte dell'Unione? Ecco, credo che l'Europa avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento più prudente nei confronti della Georgia. Ed è per verificare lo stato delle relazioni tra Unione europea e Georgia che andai personalmente in Ossezia del Sud, in primavera».

Cosa ne pensa della copertura di questa guerra da parte dei media?

«Considero in generale l'informazione che è stata fornita dalla maggior parte dei media una vergogna dell'Occidente. I telegiornali occidentali hanno mandato in onda immagini e titoli viziati dalla tendenziosità. Si è detto che la Russia volesse conquistare la Georgia, quando non è possibile dimostrare questa affermazione in alcun modo. Si è poi presentato Saakashvili come una specie di povera vittima del cattivissimo Putin, tralasciando, il più delle volte, di mostrare Tzkhinvali rasa al suolo dai bombardamenti georgiani. Credo che si sia arrivati a toccare il punto più basso dalla guerra all'Irak in poi».

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Adriano - 25/08/08

Da un fine conoscitore dello spazio post-sovietico ci si aspetterebbe maggiore obiettività.
L'On. Chiesa dice: "La Russia ha fatto con assoluta precisione quello che non poteva non fare". Ciò sottintenderebbe che l'esercito russo si sia limitato a "proteggere l'Ossezia del Sud". Mi spiega quindi perché è stata occupata la città di Gori? Mi spiega perché i carri armati russi sono arrivati a pochi chilometri dalla capitale georgiana? Ma c'è dell'altro. Lei dice, giustamente, che i contingenti russi "sono in Ossezia legalmente, in base agli accordi di Dagomys del 1992". Ma non mi pare che vi siano per compiere atti di guerra ma come peacekeeper. Inoltre non è soltanto con quei contingenti che la Russia ha "protetto" la popolazione osseta. C'è stata una vera e propria invasione. La Georgia si è mossa invece sul suo territorio, un territorio i cui confini sono garantiti dal diritto internazionale, mi sembra.

Non solo. Smettiamola di dire che l'obiettivo della Russia fosse quello di evitare una "pulizia etnica". Saakashvili non è Milosevic.

In definitiva quest'intervista è sì interessante perché aggiunge una visione effettivamente "originale" delle cose. Ma l'opinione qui espressa è chiaramente faziosa. Peccato.

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None - 28/08/08

Non riesco a capire alcune cose:
Perchè non prende posizione sul campo una forza di pace ONU?
Perché l'Europa non prende posizione autonoma?
Perchè non vengono spiegate le vere radici di questo conflitto?
Perchè per il kossovo vale una misura e per Ossezia un'altra?
Perchè l'Europa avvalla la proliferazione delle basi Nato in territorio Europeo senza prendere in considerazione i riflessi politici su un potenziale futuro componente della Unione Europea quale é la Russia?
Perchè non si da atto che i popoli hanno diritto alla autodeterminazione? e non si da la possibilità a questi di fare un referendum a casa propria?
e infine
Perchè non si sente una voce di ragionevolezza venire dall'Europa?

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None - 30/08/08

Egregio Adriano, Da dove Lei ha preso l'informazione che la città di Gori sarebbe stata occupata? Chi Le ha detto che le forze russe compiono gli atti di guerra contro georgiani? Dai stessi mass-media che Le hanno raccontato le bugie e menzogne nei primi giorni della guerra?
Essendo italiano Lei dovrebbe sapere la questione di disonesta e di inaffidabilità dei mass-media, alzata da un famoso italiano di nome Beppe Grillo già da tempo.
Se Lei leggesse le fonti di informazioni indipendenti Lei avrebbe saputo che l'OBSE e l'UE hanno omesso di intervenire, essendo stati informati della preparazione della guerra. Lei avrebbe anche saputo chi ha fornito le armi alla Georgia e chi ha addrestato le sue forze armate. Lei può anche trovare le informazioni sul regime di Saakashvili, basato sugli omicidi e illegalità. Anche adesso l'UE non intervene nelle gravissime violazioni dei diritti umani in Estonia, in Latvia, in Ukraina - però questi paesi sono vere polveriere, la gierra può scoppiare in qualsiasi momento anche là - sempre a causa di violazione dei diritti umani, come Lei sa, le vittime lottano sempre arrivando anche alla lotta armata.
L'azione della Russia per la difesa del popolo osetino può essere definita come nobile.
Se parliamo dell'integrità delle frontiere bisogna precisare che la Russia ha perso per la colpa dei criminali-bolsheviki i suoi territori negli 1917-1920. Dal punta di vista legale i trattati firmati dai illegali bolsheviki sono illegali e non hanno il valore. Parlando dei diritti sull'integrità delle frontiere subentra anche il diritto della Russia sull'integrità delle frontiere dei tempi dello zar.
Invece parlando del diritto dei popoli sull'autodeterminazione noi abbiamo una situazione più equa.
Nel 1991 la Georgia ha goduto del diritto sull'autodeterminaione e l'Ossetia e Abhhazia no - perché una tale discriminazione e trattamento non pari? L'UE è un regime di oprressione e di persecuzione dei popoli per non concedere il diritto all'autodeterminazione? Siamo ai livelli di Stalin e Hitler?
Saakasvili è peggio che Milosevits - legga il materiale delle sue "gesta" criminali.
Sul sito www.osetia.com fatto dal popolo osetino si trovano alcune informazioni in inglese.
So perfettamente che gli itlaiani sono tagliati fuori dalle notizie internazionali, è una brutta situazione - vivere ricevendo le noizie false, deviate e di pura propaganda. Sul mio blog su Babelcafé ho fatto la versione linguistica italiana con lo scopo di fornire anche agli italiani una versione dei fatti indipendente da qualsiasi tipo di propaganda e dalla manipolazione.

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Adriano - 05/09/08

Perchè per il kossovo vale una misura e per Ossezia un'altra? Semplice. Perché in Ossezia non è stato verificato nessun genocidio.
Sulla questione della violazione dei diritti umani - ben altra cosa - sono perfettamente informato. Ma credo che per migliorare la situazione sia necessario ancorare la Georgia alle istituzioni europee.
Questo perché personalmente credo al principio dello stato multietnico e non alle autodeterminazioni nazionaliste che troppo spesso hanno martoriato il nostro continente.

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